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Era una fresca mattina di primavera, si stava veramente bene. Anche lì, in Irlanda, dove di solito fa freddo. Violante era distesa sulla spiaggia a guardare le onde che si infrangevano sulla riva. Aveva i capelli lunghi sciolti, tra un castano chiaro e un rossiccio, una bella pelle, chiara. Aveva quegli occhi che ti incantano, verdi, splendenti, luminosi; brillavano quando rideva o parlava di qualcosa che la appassionava molto. Indossava una canottiera verde scuro con una felpa marrone e dei jeans chiari sfilacciati. Aveva tra i capelli delle treccine colorate e nelle orecchie le suonavano dall’MP3 le parole di Carmen Consoli: “Mandaci una cartolina e una ridente foto di te, che prendi il sole sulla spiaggia con la solita camicia bianca ed il giornale aperto sulla pagina sportiva mentre stai sul bagno-asciuga beato tra le braccia di un tramonto…”.
Beh, l’immagine non era proprio quella. Non aveva un giornale con sé e nemmeno un tramonto le faceva compagnia; ma aveva una chitarra. E non rideva molto in quel momento. Cosa ci faceva lì, una ragazza di diciannove anni alle sette di mattina? Aveva passato la notte fuori e si era fermata a dormire al mare o era successo qualcosa di brutto? Violante era lì in cerca di ispirazione. Semplicemente. Violante era lì per capire cosa volesse veramente, per capire quale fosse la sua strada. Voleva fare la giornalista ma non c’erano proposte in giro, attualmente. Voleva scrivere un libro, un giallo magari, ma non aveva abbastanza idee. Pensava che le sarebbe piaciuto andare in America a studiare oppure a Londra a far pratica d’inglese mentre lavorava in qualche locale.
Non tutti erano fortunati, pensava. Non tutti potevano svolgere mille attività extrascolastiche come facevano dei suoi compagni nella sua vecchia scuola. Non tutti riuscivano a viaggiare, ad andare di qua e di là, a comprarsi cose costose. Si arrabbiava quando pensava a ricchi della sua scuola, che la frequentavano solo perché avevano i soldi e avevano già il futuro scritto, come diventare pezzi forti di qualche grande azienda o progettare un master all’estero. Non erano mica come lei, che era andata lì solo perché studiava ed era brava. Ma lei se lo sentiva che aveva talento, eppure non erano in molti a crederci. Non poteva permettersi lei di affrontare un viaggio all’estero e non era stata raccomandata proprio da nessuno.  Sua madre non era un’imprenditrice e suo padre non era un medico chirurgo. E lei non era bella come Nicole Kidman…
Violante si faceva scorrere davanti il suo passato, ripensando a quando era piccola e andava con suo padre a vedere l’alba in montagna oppure quando giocava a nascondino nel cortile della scuola alle elementari. Non sapeva perché, ma le venivano in mente queste cose. Per lei esistevano le coincidenze, il caso. Eppure continuava a chiedersi perché certe cose accadono, come accadono.
Si chiedeva anche perché la sua migliore amica di punto in bianco avesse chiuso i rapporti con lei all’improvviso. Si chiedeva come fosse potuto succedere, visto che erano molto legate da quindici anni. Erano inseparabili, stavano sempre insieme, si volevano un gran bene. Avevano giocato tanto durante il corso della loro infanzia, avevano studiato, parlato, scherzato. Ricordava ancora tutte quelle volte, a nove anni, che d’estate stavano a casa di Alice cercando di fare i compiti, ma che poi abbandonavano subito per andare a giocare in cortile. Che memoria, si ricordava persino questo.
Ma soprattutto si ricordava di come le brillavano gli occhi quando era a scuola con i suoi compagni di classe, i suoi amici, mentre leggevano una bella poesia o quando ridevano tutti insieme alle battute dei prof più simpatici. Ricordava a come le brillavano gli occhi quando aveva visto per la prima volta “L’Attimo Fuggente”, a come l’avevano emozionata le parole del professor Keating e i personaggi di Nail Perry, Todd Anderson e Knox Overstreet. Ricordava come era felice quando ascoltava i suoi gruppi preferiti alla radio.
Insomma, Violante era felice, anche se era salita sul primo aereo ed era andata in Irlanda, dicendo che stava via per un po’.
L’Irlanda. Una terra da esplorare, da scoprire; dal Donegal alle isole Aran e da Dublino fino al Connemara. Coperta da immense praterie e da distese di verde, che in altri posti difficilmente si trova un paesaggio così selvaggio. Secondo Violante, tutti erano un po’ come un’ isola, collegati sì in un certo senso alla terraferma, ma sempre abbastanza distanti gli uni dagli altri, perché nella vita gli amici servono, la famiglia è importante, ma bisogna alla fine cavarsela da soli, come un’isola, come The Island, che ti copre di verde e ti annega di blu. Proprio come dice la canzone.

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