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Quando sei chino su pagine e pagine di libri -di cui non capisci il senso- da studiare, e hai il tavolo sommerso da matite, libri, fogli di appunti, carte di merendine e bicchieri d’acqua, c’è solo una cosa che puoi fare e che ti può tirare su il morale: accendere la radio che si trova esattamente di fianco a te e ascoltare, né un secondo prima né un secondo dopo, le prime note di una delle tue canzoni preferite.
In quel momento ti sembra di rinascere da un profondo senso di noia e stanchezza. Come per magia tutta la tua energia ha ritrovato possesso delle tue membra e, guarda caso, tu sei lì, nel mezzo della cucina a schioccare le dita al ritmo della musica e a canticchiare, muovendo i piedi come faceva M. Jackson.
Sei assorto dalla melodia, ti senti protagonista della scena, malgrado in casa non ci sia nessuno, e sei contento perché anche altre persone là fuori magari stanno facendo la stessa cosa: forse c’è un uomo che torna dall’ufficio, in macchina e imbottigliato nel traffico, a cantare a squarciagola con i finestrini aperti proprio quella canzone, forse c’è una ragazza che mentre cucina una torta balla la stessa canzone con le teglie in mano, oppure c’è qualcun altro che al lavoro si distrae dalla contabilità per captare dalla radio lontana metri le parole della sua melodia preferita, oppure c’è un gruppo di amiche prova capi nei negozi di abbigliamento e canta in una sola voce quella stessa canzone nei camerini.
Insomma, ascoltando la radio capita un po’ questo. Che, anche solo per qualche minuto, una straordinaria atmosfera è in grado di far felice la gente immersa nella solita routine quotidiana. A volte è davvero liberatorio, appena arrivati a casa dopo cinque ore di scuola il sabato, buttare lo zaino sul pavimento e fiondarsi ad accendere la radio per cantare e muoversi liberamente…
Ascoltando la radio si scoprono davvero molte cose, nuovi pezzi, storie sconosciute di autori, di canzoni. Si ride alle battute dei dj e si sta attenti durante le news giornaliere.
Si sta bene con la radio accesa in camera propria, soltanto con la luce della lampadina e i riflessi dei lampioni che si intravedono dalla tenda, anche se sono le undici di sera e siete (ancora) chini sulla vostra scrivania.
Come direbbero i buffi personaggi della pubblicità della Kinder: “Guarda l’effetto che fa!”.

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