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Riforme, tagli, manovre, ricerca, istruzione, privati. Queste sono le parole chiave che si sentono ultimamente in quasi tutte le piazze italiane e in tantissime scuole. Queste parole sono portate da insegnanti, studenti, membri del personale ATA, e finalmente sono arrivate anche nel nostro liceo. Infatti, questo sabato, si è svolta nel cortile del Gandini un’importante e pacifica manifestazione, a dimostrazione di come si possano portare messaggi chiari e importanti anche senza l’uso della violenza. 500 studenti del Gandini e del Verri si sono riuniti per discutere, informarsi e dire la loro riguardo alla situazione scolastica italiana. Ecco quindi un breve riassunto di uno degli interventi che si sono susseguiti durante la mattinata, in particolare un intervento di Francesco Lucchini, Rappresentante del Gandini e del Verri all’interno della Consulta provinciale.
L’intervento si è strutturato sviluppando e articolando questi tre punti:
1)Parlando della manifestazione del 14: ci sono stati sicuramente gruppi isolati di manifestanti che hanno fatto ricorso alla violenza non solo scontrandosi contro forze dell’ordine, ma anche contro edifici pubblici, pensando che andare in manifestazione significhi solamente fare danni e usare la violenza. Non è così. Le manifestazioni non sono occasioni in cui si può far uso di violenza gratuita, servono anzi per mandare un messaggio pacifico. Vi è bisogno di più informazione tra i giovani e tra gli studenti per far capire che andare in manifestazione non significa ricorrere alla violenza. Riguardo alla proposta del Min. Severino di introdurre il Daspo anche per i manifestanti e non solo per i così detti “ultras”: “è una soluzione estrema e un provvedimento che viene preso con troppa facilità”
2)l’8 Ottobre il Min. Profumo ha rilasciato alcune dichiarazioni parlando della situazione scolastica usando però un’espressione che “In un altro paese avrebbe scatenato un putiferio”, come dice Francesco Lucchini. Il Ministro ha usato la metafora del bastone e della carota per descrivere la situazione italiana aggiungendo, per altro, che all’Italia serva poca carota. “Il Ministro ci ha paragonato a degli asini che devono essere bastonati.” È il commento riguardo a quest’intervento del Ministro. Parlando invece della lettera inviata agli studenti il 22 Novembre dove il ministro invita ad abbandonare rabbia e dolore e di concentrarsi sulla speranza e sullo studio, il rappresentante della consulta dice: “il Ministro da parte sua cercherà di non colpire più la scuola: Per quello, al massimo, ci sono i celerini. Profumo deve ricordarsi che, come dice un vecchio proverbio: ‘Chi vive sperando muore cagando’”
3)Critica alla dematerializzazione e all’informatizzazione delle scuole. Dal prossimo anno non si avranno più libri cartacei, solo e-book. Nel corso del tempo i prezzi dei libri sono aumentati, ma la qualità non è cambiata, anzi, spesso i testi vengono ristampati con la dicitura “nuova edizione”, anche se di nuovo non c’è praticamente nulla. Spesso, inoltre, i libri non vengono utilizzati dai prof, che non li seguono o preferiscono seguirne altri, il che rende l’acquisto di libri inutilmente dispendioso per le famiglie degli studenti. C’è anche da dire che da quest’anno in poi tutte le scuole dovranno dotarsi di tablet spendendo decine di migliaia di euro, o facendo spendere centinaia di euro alle famiglie degli alunni. Viene quindi da chiedersi: “Perché tablet sì e e-book da 100 euro no? Perché il ministero non ha dato nulla per gli ebook, e pretende invece che si comprino dei tablet che costano molto di più?”
Per quanto riguarda i libri online, presto con la diffusione dei tablet i libri saranno tutti online e le case editrici dovranno chiudere le stamperie dovendo comunque licenziarne i dipendenti. Ma perché si arriva sempre per ultimi? Se si fossero attivati prima questi problemi non sarebbero sorti e ora i dipendenti delle stamperie non dovrebbero preoccuparsi di poter essere licenziati. Per ora, comunque, le case editrici danno in dotazione, insieme ai libri, uno o due cd che dovrebbero contenere gli stessi argomenti del libro cartaceo, ma che in realtà contengono molto meno materiale e non possono quindi sostituire i libri cartacei.
L’intervento si chiude quindi con una critica alla dematerializzazione sfrenata intrapresa dal governo, una dematerializzazione che per ora sembra riuscire solamente a complicare le cose piuttosto che a semplificarle.

Gabriele Mozzicato

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