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L’ invenzione più rivoluzionaria ideata dall’ uomo fu l’arco. Questo cambiò non solo le tecniche di caccia, e quindi di sopravvivenza, ma anche i metodi di combattimento degli uomini. Infatti permetteva di colpire le prede ed i nemici da distanze maggiori e con precisione, a differenza dei giavellotti e delle fionde.

Due modelli di quest’arma utilizzati nel passato divenuti famosi sono l’ arco mongolo e il longbow (arco lungo): il primo era usato appunto dai mongoli, aveva forma ricurva ed era lungo solo un metro e quindi era adatto ad essere usato anche a cavallo; il secondo, in dotazione dell’esercito inglese durante la guerra dei cent’ anni, era lungo più o meno un metro e ottanta e giocò un ruolo determinante nella sconfitta dei Francesi.

Oggi l’ arco non è più usato in guerra (vi immaginate mirino termico per longbow o mimetica silvestre per arco mongolo?), ma è usato a livello sportivo e addirittura nei giochi olimpici, dove quest’ anno la nostra Nazionale ha vinto la medaglia d’oro contro gli USA. Questo match è stato molto combattuto: infatti l’ Italia ha vinto con un lieve vantaggio 219 a 218, con il tiro da dieci punti di Michele Frangini.

Io stesso ho provato questo sport circa due mesi fa, all’ associazione degli arcieri lodigiani al Bel Giardino di Lodi ed ho imparato la tecnica di tiro: innanzitutto bisogna tendere la corda dell’ arco fino a toccare il mento con il pollice,  poi spostare l’ angolazione dell’arma a seconda della distanza del bersaglio e della velocità del vento, invocare l’ aiuto del capitano MacTavish, fare un sacrificio a Febo Apollo e scoccare la freccia rilasciando la corda in tensione(avvertenza: aspettate che non ci sia nessuno davanti al bersaglio!). Secondo me questo sport è un grande esercizio per la concentrazione e ,se non siete pigri, vi consiglio di leggere il libro di Eugen Herrigel:” Lo zen e il tiro con l’ arco” se volete più informazioni sull’ argomento.

Se vi ho convinto, cimentatevi in questa attività, e se vi piace… portateci un amico!

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