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In moltissime parti del mondo avvengono ancora oggi guerre sanguinose, dettate da fanatismi religiosi, difficili convivenze tra etnie in uno stesso territorio, interessi economici, estremismi. La quantità e l’entità di questi scontri, spesso molto accesi, sono riportate in interi servizi di telegiornale e quotidiani, che per essere realizzati richiedono spesso il contributo di un particolare giornalista, l’inviato di guerra, il cui compito è di recarsi nei Paesi dove avvengono tali conflitti e documentarne il maggior numero di aspetti possibile, non senza correre rischi, e poi far circolare le informazioni raccolte. Ma come ci si deve comportare esattamente per svolgere questo lavoro? Daniele Bellocchio, ex studente del Verri, giornalista freelance e collaboratore del “Giorno”, questa mattina si è incontrato con noi studenti di quarta e quinta nell’Aula Magna del Gandini per raccontarci delle proprie esperienze di inviato in Israele, Somalia e Congo, tre Paesi accomunati da lunghi e impegnativi conflitti interni, di natura etnica ma anche economica. Qui sotto sono riportate alcune foto dell’incontro. Presto sarà disponibile il video dell’intero intervento.
N.B. erano presenti anche alcuni della nostra Redazione. Sebbene l’incontro sia stato interessante, speriamo proprio di non avere bisogno di un inviato di guerra…

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Carla Ludovica Parisi

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