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Chi siamo? Qual è il senso della vita? Come è nato il mondo? Perché esistiamo? Sono queste alcune delle domande fondamentali della filosofia, sulle quali pensatori di tutti i tempi si sono soffermati per elaborare moltissime teorie più o meno complesse e interessanti, al punto da non lasciare più materia di riflessione per i filosofi moderni, che però, pur di continuare a disquisire tra loro di argomenti di siffatta alta materia, si distaccano da metafisica, etica e politica, per dedicarsi a tematiche altrettanto profonde, come la celeberrima mucca blu. Ecco un esempio di dibattito filosofico moderno nel quale due giovani promesse del pensiero, attraverso stupefacenti tecniche, discutono proprio su questa vitale questione.

L -Hey Ciao! potrei rubarti qualche secondo per chiederti qualche impressione a caldo sulla mucca blu?

G -Dica pure.

L -Dunque, cosa ne pensi della mucca blu?

G -Dipende cosa intendi per mucca blu, se intendi la percezione mucca blu oppure l’oggetto noumeno altro da sé.

L -Fenomenicamente la gente la vede blu, poi non so, magari di per sé è l’unica mucca normale sulla terra

G -no, non hai capito la natura della questione. Con mucca blu intendi l’oggetto del sapere fenomenico (percezione) che corrisponde alla mucca blu, oppure la mucca blu in quanto tale, in quanto altro da sé?

L -Ti posso dare un parere mio? Secondo me la mucca non può essere blu in quanto per essere blu deve essere prima colpita dalla luce, ma la luce non si muove. Questo perché il fotone dovrebbe compiere metà del suo tracciato, ma per farlo deve compierne un quarto, e via discorrendo… Dunque la luce non colpisce la mucca blu perché lo spazio che la separa dall’oggetto è praticamente infinito.
Non potendola noi vedere, la mucca potrebbe dunque non esistere.

G -La mucca blu sicuramente è, perché fondamento della nostra conoscenza del mondo esterno e esistenza dell’essere o meglio, il divenire.

L -Dunque dici che c’è ma non possiamo vederla.

G -No, no, no, la mucca blu è, ma non possiamo avere piena certezza della sua mucchezza e della sua bluità. La mucca blu appare mucca e blu ai nostri sensi

L -No ti dico! Non possiamo percepirla!

G -Attraverso la percezione, che è mescolanza di elementi esterni e altri e forme della nostra conoscenza. E visto che la nostra percezione di mucca blu è unione di altro da sé e di forme proprie dell’intelletto, non mucca blu può essere parte delle nostre strutture della conoscenza. Quindi mucca blu è, perché anche noi siamo mucca blu.
Ma a questo punto mucca blu è in noi (come forma della conoscenza) e fuori di noi (in quanto noumeno-altro da noi-in se percepito)

L -No, non mi è chiaro, mi stai dicendo che questo dibattito è pura gnoseologia???

G -“Hea nomina nuda sunt, stat vacca pristina nomine” a questo punto, non possiamo che ammettere che mucca blu è un fondamento interno ed esterno a noi. Mucca blu è l’assoluto, è l’essere, è il nulla, è il divenire.

L – potrebbe essere però che la mucca blu sia solo l’idea perfetta di quello che è empiricamente una normale mucca, che comunque noi non possiamo concepire.

G -No, no, noi non nasciamo con l’idea della mucca blu, le idee in sé non esistono. La mucca blu è fenomeno in quanto espressione dell’assoluto mucca blu.

L -Eh già, vuoi che nell’apeiron non vi siano mucche blu?

G -L’apeiron è mucca blu

L -Dunque la mucca blu può dare idea di se stessa, in quanto mucca blu perfetta, anche se noi non possiamo saperlo con certezza. in quanto non possiamo avere la certezza stessa della percezione data dai sensi, e ciò perché è tutto un illusione.

G -Si esatto, ma mucca blu non da idea di se stessa. “Mucca blu” è il termine di un processo di conoscenza del “ich denke”

L -Ma dunque vorresti dire che secondo le formule pitagoriche, il numero 54, che corrisponderebbe alla mucca blu, non è concepibile fuori dall’idea stessa di 54?

G -I numeri sono un’altra cosa, non hanno essenza ontologica, sono contenuti della nostra soggettività

L -Eggià, ora vorresti farmi credere che appena mi giro il mondo alle mie spalle potrebbe non esistere più.

G -No, il mondo continua ad essere perché la mucca blu è garanzia della sua esistenza, ma i numeri non esistono: sono nostre forme mentali.

L -Ma i numeri sono i limiti di tutti i finiti che rappresentativamente portano in contatto con un non io, l’io stesso che unendosi alla propria negazione si eleva a ciò che in realtà è già, ovvero la mucca blu, che, ripeto, è fuori dalla nostra percezione.

G -No, i numeri espressi nella forma attuale sono puri “flata voces”, e nella forma mentale non hanno alcuna validità. Siamo noi a leggere i numeri nel mondo, non è il mondo a contenere numeri.
Dimostrazione? Può capitarti di sbattere contro un grande 64 verde solo se sei strafatto.

L-Non ti è mai successo?

G-In tempi che non ricordo, ma come ti dicevo, solo da strafatto!

L-Andrò a disintossicarmi allora…
Saluti

G-Potrei suggerirti un ottimo centro! Ave atque vale

L-Grazie ancora della disponibilità!

Di Luigi Vignati, Giorgio Mantoan
Introduzione di Carla Parisi

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