Per Teen Reporters.

Di fronte ad una spesa difficile da affrontare, è una buona strategia cercare di eliminare gli sprechi e aumentare le entrate. È stato questo il presupposto della nostra spending review, ma il risultato non è stato esattamente quello sperato, dal momento che il debito pubblico, anziché diminuire, è aumentato. Eppure il principio non è sbagliato: l’errore è consistito nel distribuire male i tagli e nell’andare quindi a compromettere settori che rappresentano un potenziale trampolino di lancio per l’economia. E non c’è sviluppo senza ricerca scientifica e tecnologica: la Seconda Rivoluzione Industriale non sarebbe stata possibile senza le importanti scoperte in ambito chimico che hanno portato alla creazione di nuovi materiali (le primitive materie plastiche) e alla nascita di nuovi settori industriali, come quello farmaceutico, la rivoluzione informatica di questi ultimi anni, che oltre a migliore le comunicazioni e a portare allo sviluppo di colossi dell’informatica come Apple o Microsoft ha anche contribuito a rendere più rapido ed efficiente il lavoro d’ufficio non sarebbe avvenuta se gruppi di ingegneri e ricercatori non avessero progettato i primi computer, i PC, gli smartphone e i tablet. Il mondo si muove in questa direzione, l’uomo desidera migliorare la qualità della vita e a risolvere problemi come la ricerca di energie alternative, la sperimentazione di nuove cure mediche, l’ideazione di farmaci più efficaci, la progettazioni di strumenti tecnologici che possano semplificare ulteriormente comunicazioni e lavoro. Tutto questo non è possibile senza l’altro fattore indispensabile per uno sviluppo economico, e che nel nostro Paese non è sempre debitamente valorizzato e porta alle famose “fughe di cervelli”: il merito. Potenze emergenti come l’India, forti di ingenti investimenti nell’istruzione, sfornano ogni anno neolaureti molto preparati che vengono chiamati a offrire il loro contributo in prestigiosi centri di ricerca e università occidentali. Meritocrazia e valorizzazione della ricerca: questa è la ricetta per la crescita, economica e non solo. Se un talento trova il giusto riconoscimento e tante opportunità di esprimersi, aumenteranno il suo entusiasmo, spirito d’iniziative e anche creatività. Se questo processo riguarderà più talenti, nascerà un ottimismo generale grazie al quale uscire dalla crisi sarà più semplice. Sentiremo parlare non più di “fuga” ma di “permanenza di cervelli”. Il Decreto Scuola voluto dal Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza è da poco diventato legge: potrebbe trattarsi di un ottimo inizio.

Carla Ludovica Parisi

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