Per Teen Reporters.

Una volta un mio amico mi disse: “Sorridi. Chiudi gli occhi. Respira. Pensa che nonostante tutto la vita è bellissima e che, a fronte di tante cose brutte, hai un sacco di risultati e di cose di cui essere felice, e che non ha senso buttarsi giù per cose che puoi risolvere”.

C’è chi è perfettamente a proprio agio nella sfera umana, nella comprensione altrui, nella psicologia e chi invece preferisce non addentrarsi nei problemi troppo a fondo e vivere di cose più futili. Evidentemente nella vita servono tutte e due le esperienze, l’una per capire veramente chi siamo, l’altra per coltivare le nostre passioni.

Infatti non è sempre facile immedesimarsi nelle altre persone. Può anche capitare di non credere che gli altri non siano disposti a vedere la vita dal nostro punto di vista. Ma tutti hanno qualcosa che non va. C’è chi lo dà a vedere e chi no.

Ognuno ha i propri problemi, le proprie difficoltà, i propri momenti di debolezza: non tutti sono disposti ad accettare un altro per quello che è, non tutti sono in grado di aiutarlo a crescere e superare gli ostacoli.

La vita ci mette davanti a situazioni che prima o poi dovremmo essere capaci di affrontare, e non sempre riusciamo da soli. Alcuni amici sono disponibili ad aiutarci, a farci riacquistare più fiducia per trovare la forza di andare avanti. Ma io credo che la vera forza però, quella che fa la differenza, è quella che diamo a noi stessi. Ora sì che recuperiamo tutto il nostro coraggio e la nostra voglia di dimostrare al mondo quello che facciamo, quello che siamo.

Capita che la routine delle nostre giornate e i numerosi impegni ci facciano perdere di vista l’obiettivo. Basta fermarsi un momento e riflettere. Le scelte della nostra vita le compiamo noi, sarebbe un peccato pentirsene. Con impegno, forza, ragionevolezza, passione, continuità e determinazione mettiamo tutti noi stessi nelle esperienze che viviamo e lasciamo sì che emerga la nostra personalità.

Credo vivamente che a diciassette si possa vivere in modo sincero e bello se si è capaci di farsi delle domande che partono dalla testa e arrivano al cuore, o viceversa, dipende da dove parte l’interrogativo.

Pensare a chi siamo e perché ci comportiamo in un tal modo, prestare attenzione a come ci riserviamo agli altri, a come ci muoviamo tra i nostri compagni di scuola, di gioco, di oratorio, pensare a quanto l’amore che ci viene offerto può giovarci, non significa solo porsi le grandi domande dell’esistenza come segno di maturità e di crescita, ma anche iniziare a far capire che un interesse del mondo noi l’abbiamo, perché non siamo da soli a sperimentarlo, né a camminarci sopra, né a sbatterci la nostra faccia.

Henry David Thoreau disse: “Andate fiduciosi nella direzione dei vostri sogni, vivete la vita che avete sempre immaginato”. Non dobbiamo avere paura di vivere secondo coscienza, secondo i nostri valori, i nostri sogni, le nostre speranze, le qualità che abbiamo.

Un sogno, un progetto, l’amicizia, l’intraprendenza, la comprensione, l’esperienza, il coraggio ci portano a essere felici.

Definire la felicità non è semplice. Ognuno ha la propria visione di essa.

Io penso che, quando si vivono le piccole cose belle proviamo istantaneamente una sensazione di piacere e di gioia, che non riusciamo subito ad esprimere. Poi riflettendoci sopra, capiamo di essere semplicemente felici di quello che abbiamo vissuto, capiamo di aver apprezzato ciò che abbiamo ricevuto dagli altri. Ecco, forse la chiave della felicità è la condivisione. Se l’amicizia è realmente reciproca, ci si trasmette gioia a vicenda.

Un attimo passa in fretta, sembra ininfluente. Ma dentro un attimo può celarsi l’essenza della felicità. Ed è per questo che dovremmo essere felici di ogni attimo che viviamo positivamente, per non sprecarne la bellezza e l’importanza che gli attribuiamo.

E così, dopo aver spaziato dalla psicologia umana alle scelte di vita, dall’amicizia alla felicità, abbiamo compiuto una parte del nostro viaggio.

Il nostro viaggio chiamato vita. Un viaggio fatto di sentimenti sinceri e autentici, di parole, di gesti, di scelte, di errori, di sofferenza, di lacrime e di sorrisi, di libertà e di fatica.

Se vogliamo sentire il rumore dei nostri passi per molto tempo, non dobbiamo far altro che lasciare che siano essi a condurci dove meglio credano, magari in una strada fatta di amore, di felicità, di amicizia, di comprensione. Perché alla fine, se mai toccheremo con una mano il cielo, saranno le persone che ci sono state vicine che noi sfioreremo con un dito, infatti saranno loro che anche alla fine del mondo continueranno a brillare.

Francesca Bertuglia

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