Per Teen Reporters.

Ci sono motivazioni forti che ci spingono a intraprendere dei viaggi. Motivazioni forti che ci inducono a partire e ad andar via. Motivazioni forti tali da farci abbandonare quello che di più caro e sicuro abbiamo qui per viaggiare oltre.

Certe cose non ci bastano più: il lavoro, la casa, gli amici che abbiamo… troppa monotonia, sempre le stesse giornate, le stesse cose da fare. C’è un pensiero che ci vaga nella testa, un pensiero che magari qualcuno ci dice di ignorare, di lasciar perdere, che non è importante. Eppure rimane lì fisso. E diventa un desiderio e una forza sempre più forte, come una sfida, nonostante qualcuno ce lo sconsigli. A volte non si ha paura di lasciare tutto. A volte se ne è incredibilmente consapevoli, eppure lo si fa lo stesso. Ci si lascia trasportare dalle idee, dalla fantasia, dal coraggio, dalle buone intenzioni, si prepara la valigia, si compra il biglietto, ci si imbarca sull’aereo e via.

E quando decolla, anche il tuo nuovo viaggio inizia.

Nel mondo ci sono così tante terre lontane, lande desolate, inesplorate, disabitate… Il sogno di molte persone sarebbe quello di visitarle, scoprirle e ammirarne la bellezza. Ma nel mondo, purtroppo, ci sono tante terre a noi fin troppo conosciute che vengono trattate come luoghi quasi totalmente dimenticati, abbandonati e senza valore. Ma sono proprio queste terre ad avere più bisogno di aiuto.

L’aiuto di persone che un giorno scelgono di partire e di decidere di donare parte della loro vita e del loro tempo a qualcun altro, qualcun altro che vive nella povertà, nel disagio, nella guerra, nella fame e nella sete, nella mancanza di igiene e di istruzione.

Ci sono bambini dalla pelle scura che osservano con occhi meravigliati e allo stesso tempo intimiditi qualunque passante bianco europeo che si aggiri per le loro capanne, mentre lavora in centri di assistenza o per cooperative.

Chi intraprende un viaggio del genere non per qualche settimana, ma per chi sceglie di stare in paesi come l’Africa o l’America Latina o l’India per molto tempo, magari per sei mesi, uno, due o cinque anni deve innanzitutto agire in nome di qualcosa che sta al di là di un semplice lavoro, di una semplice occupazione. Chi ha pensato ad un cammino del genere avrà certamente pensato che non è solo da chi si va che riceve, ma è anche chi va che riceve. Che cosa? Malattie contagiose, fango, piogge torrenziali? No. Un sorriso, una lacrima, una parola, una stretta di mano, un abbraccio, uno sguardo. Lo sguardo di una giovane madre ricoverata in uno dei pochissimi ospedali della zona affollato di troppi pazienti, l’abbraccio di un bimbo che vuole ricevere conforto e affetto, la stretta di mano di un medico del centro, che si congratula con te per l’impegno dimostrato, una parola buona di viaggia con te e ti sostiene, una lacrima di chi piange per il dolore e per la fame, il sorriso di una persona che ami.

Può capitare. Pensi di andare via per un anno, ma poi torni dopo dieci, con una famiglia a seguito. Perché ti sei innamorato di quel sorriso e hai cambiato la tua vita in un attimo in una circostanza così particolare come non avresti mai pensato altrimenti.

E stai facendo del bene. A te stesso e a chi è intorno a te. Hai donato ed hai ricevuto. È come una formula magica, questa, del donare e del ricevere, e non è banale, perché regola le leggi del mondo e i rapporti tra le persone. Sono l’amore, l’affetto e l’amicizia, guardacaso tre parole che iniziano con la A – la prima lettera dell’alfabeto e forse anche la più importante- a far sì che avvenga uno scambio reciproco tra i popoli, che ognuno faccia le proprie scelte, che si abbia il coraggio di superare se stessi per se stessi e per gli altri, che si diventi più forti nella vita.

Così hai compiuto il tuo viaggio. Magari sei già tornato o magari sei ancora lì. Magari sei stato contento di essere tornato a casa o magari non avresti più voluto tornare indietro. In ogni caso, sei felice di aver fatto tutto quello che hai vissuto. E vedi una stella che brilla lassù nel cielo. Quello è il miraggio, il traguardo che hai raggiunto con le tue forze ed il tuo cuore.

Francesca Bertuglia

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