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Bentornati lettori e lettrici, come va l’Estate? Vi state godendo quest’ultimo mese di vacanza stando all’aria aperta e alla luce del Sole, magari su una spiaggia caraibica?
Spero di no, perché è a quelli di voi che son chiusi in casa, per le ragioni più disparate, che voglio rivolgermi con questa serie di articoli, gli altri han di meglio da fare. In questo spazio vi parlerò di persone e di storia di una piattaforma che, nel giro di otto anni, si è evoluta al punto da diventare un business da milioni e milioni di dollari: Youtube.
Lo so, dal punto di vista italiano tutto ciò potrebbe sembrare esagerato, ci sono infatti nel nostro bel paese youtubers di successo con centinaia di migliaia di “fan”, tuttavia (quasi) nessuno di loro può dire di ricavare un considerevole guadagno da Youtube; ma aldilà di questo nostro piccolo mondo, nell’universo che è la parte anglofona di Youtube, esistono creature leggendarie capaci di tirare fuori da una manciata di minuti davanti ad un computer qualcosa come 3 milioni di dollari all’anno. Queste stesse creature, come se non bastasse il guadagno pari a quello di un boss mafioso, si sono guadagnati negli anni un pubblico che potremmo definire, se ci sentissimo particolarmente intellettuali, gargantuesco. Si parla in alcuni casi di 20-30 milioni di iscritti.
Facciamo qualche nome: Pewdiepie, Jenna Marbles, Smosh, tutti questi canali hanno un seguito sbalorditivo, per fare un paragone i followers su twitter dei Coldplay sono appena la metà degli iscritti ad ognuno di  questi canali e, combinando insieme almeno due di essi si potrebbe raggiungere un pubblico pari ai followers di Lady Gaga o Katy Perry.
Gli youtubers insomma non sono più solo dei ragazzini che si riprendono con una telecamera, e postano i loro video su internet, bensì delle vere e proprie celebrità, almeno per quanto riguarda il mondo di internet.
Le potenzialità di Youtube d’altronde erano chiare fin dall’inizio, basti pensare al fatto che Justin Bieber è stato scoperto (purtroppo o per fortuna questo non sta a me deciderlo, anche se propendo per la prima opzione) grazie ai suoi video su youtube. Tuttavia ai tempi della sua scoperta, Youtube era ancora una sorta di bacheca che le case discografiche, o altri tipi di aziende, potevano usare per scovare nuovi talenti che però erano comunque costretti ad abbandonare Youtube per poter portare avanti la loro carriera. Ora, invece, il pubblico di Youtube è così vasto che un artista non ha più bisogno di essere “scoperto”, ma può tranquillamente crearsi il proprio pubblico semplicemente con la sua attività di youtuber e portare il proprio talento all’esterno della piattaforma.
Youtube in sostanza si è ingigantito: da bacheca è diventato palco, poi piazza, poi stadio, e adesso, con un potenziale pubblico di quasi un miliardo di utenti, è l’equivalente di un Megaschermo HD grande quanto gli Stati Uniti, nel quale, a turno, chiunque riesce a ricavarsi un suo spazio, alcuni monopolizzando le trasmissioni, altri apparendo per una frazione di secondo, ma tutti con, in teoria, le stesse possibilità.
Ecco, in questo quadro inquietante io vorrei fare la parte del telecronista che, armato di telecomando e megafono, cerca di parlarvi e consigliarvi quei canali, anche poco conosciuti, che meritano veramente, di essere visti per qualcosa di più che un paio di secondi.
In questa rubrica si parlerà quindi di comici, registi, attori, cantanti, gamers, disegnatori o anche semplici vloggers ma, ovviamente, in base ai miei gusti personali. Non ci saranno quindi né palestrati, né bellocci che si limitano a fare video rispondendo alle domande dei fan, potreste invece vedere persone disposte a rasarsi a zero pur di raccogliere soldi per beneficenza, oppure sardi con un accento martellante che parlano di cosa succede nel mondo (cit.), o cantanti Rock che filmano ogni giorno della loro vita, anche in tour, anche con un tumore al cervello, anche in sala operatoria.
Spero di non avervi annoiato e che mi seguirete in questo spero lungo e interessante viaggio, ma per adesso mi limito a dirvi (citando un provocatore professionista): Arrivederci cagnacci!

Gabriele Mozzicato

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