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A pochissimi giorni dal Natale torniamo a parlare della questione della celebrazione di questa festa a Scuola, in particolare dell’opinione di alcuni studenti della nostra scuola in merito al dibattito scatenato dalle azioni del preside Parma di Rozzano.

Diamo voce ad alcuni studenti del nostro istituto che hanno discusso della questione nelle loro classi; questa è una sintesi delle loro risposte alla domanda: Natale laico o più aderente alla cultura tradizionale cattolica?

Una sostanziale maggioranza degli studenti si è schierata per il mantenimento del Natale cattolico a scuola per varie ragioni: poiché rappresentante la cultura tradizionale della popolazione italiana che è storicamente legata alla religione cattolica, e questa tradizione non deve essere stravolta per adattarsi alla presenza di una nuova fetta della popolazione cresciuta in un contesto culturale diverso. La questione fondamentale è quindi quella di uno scontro tra diverse identità e elementi della tradizione che sono ormai talmente radicati nella percezione delle festività da non poterne essere separati. Inoltre, con una maggioranza di alunni cattolici nelle nostre scuole, gli studenti ritengono giusto rispettare il desiderio della maggioranza rifacendosi al concetto di democrazia che è tanto caro all’Occidente. Andare contro i desideri della maggioranza sembra, ai loro occhi, un controsenso in una società democratica come la nostra.
Alla base del desiderio di mantenimento dei festeggiamenti tradizionali vi è in ogni caso un fastidio diffuso verso quello che viene interpretato come un tentativo di appiattire le differenze culturali per fare un piacere ad una minoranza.
Una sostanziale porzione degli studenti del Gandini è quindi critica nei confronti dei provvedimenti presi dal preside Parma e dal suo consiglio di istituto, un provvedimento considerato quantomeno affrettato, se non addirittura offensivo verso la cultura italiana, una cultura troppo legata ad una matrice simbolica e ideologica cattolica perché queste sfumature possano essere eliminate.

Dalla discussione è però emersa anche un’opinione più conciliatrice dei desideri delle due parti, ovvero la creazione di una festa di Natale multiculturale, un esempio di quella tolleranza che non prevede l’annullamento delle differenze, ma la loro esaltazione.
Piuttosto che non cantare nessuna canzone legata all’ambito religioso, alcuni studenti hanno proposto un’alternanza di canti di svariate culture, un’alternanza di tradizioni differenti in un modello di festa che non si allontani dalla tradizione e che allo stesso tempo dia il benvenuto alle culture di quel 9% di immigrati presenti in Italia, senza generare scontri e senza escludere nessuno.

Indipendentemente dal tipo di soluzione comunque, è evidente che una buona parte degli studenti del nostro Liceo non vede di buon occhio l’idea di eliminare i canti Natalizi religiosi, troppo legati alla nostra cultura, fondamentali per una celebrazione che si avvicini un po’ di più a quello spirito natalizio che sembra stare svanendo nel corso degli anni sotto l’influsso dell’aspetto prettamente commerciale del Natale.
In sostanza, con le dovute approssimazioni, più Gesù bambino e presepi e meno Babbi Natale, e in ogni caso, sempre e comunque, Tu scendi dalle stelle, perché è tradizionale, ma in fondo anche per la sua bellezza.

Precisiamo che le opinioni qui espresse non appartengono all’autore dell’articolo, che ha invece detto la sua nell’ultimo numero cartaceo.

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