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Solitamente il Bradipo non si occupa di notizie, non in tempo reale quantomeno, ci prendiamo del tempo per ascoltare le discussioni prima di dire la nostra.
Questa volta però è impossibile ignorare ciò che dalle 4 di questa notte ha invaso tutte le agenzie di stampa e i social network del pianeta: un terremoto di 5.1 gradi sulla scala Richter è stato collegato al test di una bomba a idrogeno nordcoreana vicino al sito di Punggye-ri, un test sotterraneo che “non avrebbe arrecato alcun danno di tipo ecologico”. 
O almeno, così Kim Jong-un ha fatto comunicare al mondo.
Ad annunciarlo è una simpatica signora in abito tradizionale rosa acceso. Una vecchina, perdonatemi il termine, tanto curata che sembrerebbe quasi impossibile legarla alle parole che escono dalle sue labbra.


Ma, tralasciando gli innumerevoli paradossi della società nord coreana, perché dovremmo essere scossi da un annuncio del genere?
Non è la bomba in sé il problema, non per noi italiani quantomeno, d’altronde sembra che l’unica nazione che abbia motivo di preoccuparsi seriamente di ciò siano gli USA: per stessa ammissione della stampa del regime, l’armamento nucleare è una diretta conseguenza delle minacce statunitensi; non siamo noi a doverci preoccupare delle bombe, non coreane perlomeno.
La preoccupazione dopo queste notizie deve nascere dalla reazione del mondo, da ciò che emergerà e cambierà nella politica mondiale dopo gli eventi del 6 Gennaio 2016, in un momento già carico di tensione internazionale. Perché è chiaro, quasi lampante, che la probabilità che qualche giocattolo del caro Kim ci cada sulla testa è minima, ma l’esplosione, in qualsiasi parte del mondo, di uno di essi non ci lascerebbe comunque illesi.
Una bomba H, anche su una singola casa, non esploderebbe solamente su quel singolo tetto, e la sua onda d’urto (metaforica) scuoterebbe le pareti della case di tutto il mondo.
Un’ordigno di quella portata in più sul pianeta non è una notizia da prima pagina, ma quell’ordigno in mano ad un giurato nemico della nostra società occidentale che, volenti o nolenti, gravita attorno agli Stati Uniti è una notizia da libri di storia.

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