Tra il nauseabondo profumo di mimosa, gli auguri non mancano oggi. Tutti stranamente sono pronti ad elogiare noi donne in questo giorno, ma la magia dura solo 24 ore perché da domani si ritorna alle vecchie abitudini. Forse anche meno, è sufficiente ricordare che se le donne vanno festeggiate, vanno festeggiate tutte senza distinzioni, allora  l’ 8 marzo diventa presto un giorno come gli altri.

Infatti non importa che tu sia etero, lesbica o bisex;
non importa se sei trans;
non importa il colore della tua pelle;
non importa cosa indossi, che sia il velo o un abito succinto;
non importa se vorrai essere madre o se magari la sola idea ti mette i brividi;
non importa se sei una studentessa o una lavoratrice e neppure se sei una sex worker.
Sei una donna e questo basta. Anzi, forse è anche troppo.

Troppo perché in qualche modo sentirai sempre la pressione degli altri che sapranno dirti cos’è giusto per te, ti diranno come vivere la tua vita e giudicheranno ogni tua singola scelta. Perché potrai essere solamente santa o strega, alternative non ne hai, e solo alle sante donne devote alla famiglia vanno gli auguri, altrimenti cara strega sarai costretta a bruciare nell’attuale rogo fatto di commenti sessisti e misogini.

Certo, in Italia noi donne siamo fortunate, siamo uguali agli uomini e possiamo votare da 70 anni, di cosa ci lamentiamo? Perché mai dovremmo lamentarci se a parità di lavoro veniamo pagate meno? Se veniamo scartate nei colloqui perché potremmo rimanere incinte? Che problema c’è se vorremmo divorziare da nostro marito, magari violento, ma non abbiamo nessun mezzo che ci aiuti e ci sostenga?

Che stupide che siamo noi femministe,vero? Sempre a parlare di cose inutili, i problemi sono ben altri, infondo non rischiamo certo di morire. Eppure i cosiddetti “femminicidi” sono in costante aumento e se questa sera sentiremo al telegiornale il caso di una nuova donna uccisa dal marito/fidanzato/amante/fratello non stupiamoci, lo schema infondo si ripete e continuerà a farlo se non facciamo cambiare le cose.

Vi siete mai chiesti, ad esempio, perché tutti questi casi terribili di cronaca vengano riportati con il termine “femminicidio”? Il termine corretto esiste già ed è omicidio, per quale motivo coniarne uno nuovo? Beh perché le vittime sono donne, è necessario sottolineare il sesso debole bisognoso della protezione del cavaliere dalla bianca armatura, perché per molti non siamo in grado di proteggerci da sole.
Ebbene non è così, basta con immagini contro la violenza che ci disegnano come vittime impotenti. Facciamo vedere la nostra forza anche dopo le ferite e le violenze, siamo forti e pronte a lottare, dimostriamolo!

Questo è il punto fondamentale, il punto chiave che innesca il terribile ciclo della violenza. Insegnamo ai ragazzi che la violenza è sbagliata sempre in ogni caso, che non bisogna picchiare una donna perché non bisogna picchiare una persona. La violenza è sempre da condannare.Eliminiamo il machismo persistente nella società, perché è inutile e controproducente.
Facciamo tutto ciò e allora le cose potranno iniziare a cambiare.

Quindi oggi i miei auguri vanno a chiunque cerchi di cambiare le cose, a chiunque, nostante lo stigma negativo che purtroppo esiste su questa parola, si definisca femminista. Perché l’attuale femminismo consiste proprio in questo: lottare contro ogni disuguaglianza, non solo di genere.

Sei pronto ad unirti?

Di Giorgia Tamborrini

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