Tag

, , , , ,

Human è la perfetta combinazione di elementi contrastanti, uno spettacolo che lascia senza parole, colpisce nei punti giusti e riesce ad emozionare. È un viaggio in un mondo tormentato, confusionario e straordinario che riesce a catapultarti in un vortice di luoghi e tempi diversi; dall’antica Grecia arriva fino ai nostri giorni.

Tutto ha inizio con la mitologia e la storia di Ero e Leandro, due sfortunati amanti separati da un mare avverso e da due popoli opposti. La storia che Marco Baliani e Lella Costa ci raccontano riprende come elementi ricorrenti i popoli, che spesso si trovano in contrasto,  e il mare, che indomabile, ruba vite ma non riesce a fermare la speranza dell’uomo.

Quindi si abbandona la mitologia e si arriva fino ad oggi, la storia di Ovidio diventa in realtà una serie televisiva che ci trasporta ad una semplice serata tra amici. Una serata trascorsa come tante altre, guardando sovrappensiero il telegiornale, ma ,all’improvviso, una notizia cattura l’attenzione. Una notizia a cui ormai siamo tristemente abituati: altri morti in mare, altre vite spezzate e inghiottite dalle acque scure del Mediterraneo.

Questa presentazione richiede JavaScript.

 

A questo punto senti emozioni contrastanti scaturire dentro di te, ed ecco che incombe il buio e il silenzio in sala. Naturalmente sono solo pochi secondi ma sono sufficienti a far nascere dentro lo spettatore un senso di insoddisfazione. Questo modo di scandire il ritmo e di passare da una scena all’altra sottolinea ancora di più l’intento dell’opera. Non ti concede il tempo per pensare, dovrai per forza farlo dopo, quando ritornerai alla realtà di tutti i giorni. Nel frattempo sei immerso in quel gioco forte di colori, dal rosso sanguineo fino al blu scuro del mare, che ti fa sentire parte integrante della scena.

In questo modo la storia prende vita e si arriva alla tragica realtà.  Una realtà fatta di profughi disperati ammucchiati a centinaia sui barconi, disposti a fare di tutto per un goccio d’acqua, impauriti dagli scafisti e terrorizzati di finire nella stiva. La realtà che porta un ragazzo a rimanere aggrappato al carrello di un aereo per un volo di 11 ore, per poi cadere a pochi minuti dal agognato arrivo.

Allora è facile chiedersi: “Perché si mettono in viaggio sapendo che forse moriranno? Per quel forse”. Quel piccolo forse che racchiude in sé una speranza immensa, che non cessa mai di esistere nell’animo dell’ uomo nonostante le mille avversità della vita.

Lo spettacolo Human però non è fatto solo da riflessioni ma anche da risate, scaturite dalla figura della classica suocera un po’ retrograda, che riprende i classici commenti riguardanti l’immigrazione ma che tenta anche di immedesimarsi nella situazione dei profughi.

Oltre a tutto questo c’è anche molto altro, dalla ripresa all’interpretazione del quadro di Caravaggio “Riposo durante la fuga in Egitto”, alla narrazione dell’emigrazione italiana in America attraverso gli occhi di una bambina. Inoltre descrive in modo molto chiaro l’opportunismo di molti giornalisti, alla disperata ricerca di una notizia che scateni solo l’indignazione. Tra quest’orrore non vanno però dimenticati tutti coloro che fanno del loro meglio per salvare più vite possibile, senza il bisogno di essere chiamati eroi, ma pieni di un grande senso di umanità.

Non resta molto altro da aggiungere perchè, uno spettacolo teatrale che catturi l’attenzione fin dai primi minuti e la mantenga durante tutta l’opera, è difficile da trovare. Speriamo di poter assistere a molte altre rappresentazioni durante questa nuova stagione teatrale del Teatro Alle Vigne.

Giorgia Tamborrini

 

 

Annunci