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Il prossimo 4 dicembre gli Italiani saranno chiamati ad esprimersi a favore o contro la proposta Renzi-Boschi di riforma della costituzione.  Il disegno di legge prevede: il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione. Senza entrare nel significato di questi punti, che può essere approfondito altrove, il provvedimento mira anche a dare un’impronta più europea alla nostra costituzione. I sostenitori del sì vedono in ciò un segnale del desiderio di proseguire verso l’integrazione tra gli stati dell’Unione Europea e sperano comunque in una maggiore semplicità ed efficacia delle istituzioni. Il pericolo, secondo i sostenitori del no, è però quello di un accentramento del potere; inoltre questi ultimi lamentano una scarsa chiarezza del testo della riforma.
Questo referendum, per diversi motivi, è stato trasformato in un dibattito politico tra i sostenitori e i detrattori del capo del governo, che si sono schierati più per cause di partito che non per una reale opinione in merito. Sia la propaganda per il no che quella per il sì hanno puntato su slogan populistici senza centrare la questione che va in realtà oltre il risparmio economico o l’illegittimità della riforma. La scelta è più complessa e riguarda innanzitutto il modo di guardare il futuro. Per questo è bene informarsi sulle effettive modifiche proposte e valutarne le possibili conseguenze senza lasciarsi influenzare da orientamenti politici.

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