Tag

,

Ore 21 di Sabato 3 Dicembre 2016.
Sul palco del Teatro alle Vigne di Lodi un solo elemento che supera di gran lunga la definizione di oggetto di scena: un bellissimo pianoforte a coda, che con la sua maestosità diventa subito il protagonista del palcoscenico.
Poi le luci si abbassano e finalmente appare al pubblico il pianista: colui che avrà l’arduo compito non solo di intrattenere persone affamate della grazia che solo un concerto musicale può esprimere, ma anche di domare l’elegante strumento che si trova a dover fronteggiare.

15196085_1391171920915876_280235960293578775_o

Georgy Tchaidze, 28enne di origine russa, laureato presso il Conservatorio Statale di Mosca e vincitore di molti concorsi internazionali, invitato a Lodi, interpreterà opere di quattro compositori della storia.

Il primo tempo dello spettacolo è strutturato in due cicli musicali.
Per primo Schumann, che con il suo WALDSZENEN (Scene della foresta), composto da nove brani, incanta subito gli ascoltatori. Dall’Ingresso (Eintritt) con le sue note melodiche passa ad analizzare ogni singola realtà della foresta: il Cacciatore in agguato, i Fiori solitari, il Luogo Maledetto e per contrasto il Paesaggio Gioioso, l’Osteria, il famoso Uccello Profeta, la Canzone di Caccia e l’Addio finale che conclude questa rappresentazione con un ultimo sguardo all’affascinante racconto musicale.
Seguono gli ETUDES-TABLEAUX di Rachmaninoff, formati da otto brani. Si assiste a un rincorrersi di Allegri, Gravi e Moderati che si valorizzano a vicenda obbligando all’ascolto attento di ogni nota. Con il quinto (Moderato in D minore) questa dipendenza raggiunge un livello molto alto, lasciando un angoscioso desiderio che non termini mai.

Il secondo tempo comincia con STUDI DI ESECUZIONE TRASCENDENTALE di Liszt, di cui vengono suonati solo gli ultimi due.
Harmonies du Soir (Armonie della sera) è tra i più conosciuti. Dopo l’intervallo ha la maestria di riuscire a rilassare e portare in sala l’atmosfera di una sera con la contemplazione della giornata appena terminata, con i suoi alti e bassi interpretati dall’alternarsi di sonorità, per poi diminuire di intensità introducendo alla notte.
Chasse-Neige (Scaccianeve) racconta invece il fenomeno del vento che in alta montagna solleva la neve ghiacciata facendola turbinare. Il tremolio superficiale viene accompagnato dal sottofondo continuo che interpreta il sibilo dell’aria.
Ultima è la SONATA n.8 di Prokofiev caratterizzata da tre brani: Andante Dolce, Andante Sognando e Vivace. Esse vengono definite “Sonate di guerra” per il periodo in cui sono state composte ma in realtà risultano essere molto diverse tra di loro.
Lo spettacolo termina improvvisamente lasciando solo l’applaudire entusiasta del pubblico a coprire il silenzio lasciato dalla forza delle ultime note di questo componimento, perfettamente scelto per diventare il conclusivo di un concerto inimitabile.

Georgy Tchaidze ha portato in scena non solo quattro grandi artisti ma anche sé stesso.
Durante ciascuna interpretazione, qualsiasi sua parte del corpo si tendeva e si rilassava, dalle gambe fino alla punta delle dita che giocavano sui tasti del pianoforte dimostrando vastissima conoscenza dello strumento ma soprattutto grandissima bravura nel suonarlo.
È diventato egli stesso la musica, che tanto ha amato e ama, e che lo ha condotto qui, a Lodi, di fronte a tutti, insegnando a entrare con l’animo in ciò per cui si vive.
Marco Bertolli

Annunci