Tag

,

di Stefano Fabbro

Questo mese, come saprete, a Lodi si terranno le elezioni amministrative.

Camminando per le strade tappezzate di manifesti elettorali, si respira un’aria frizzante, che contrasta nettamente le prime calure di giugno; un’aria di cambiamento…

Cambiamento perché, indipendentemente da chi vincerà, Lodi avrà un nuovo sindaco, una nuova guida che guarirà definitivamente la ferita aperta più di un anno fa e che mai, fino ad oggi, si è rimarginata del tutto.

Risultati immagini per elezioniIo adoro respirare, vivere l’atmosfera elettorale, con i suoi pregi e anche con i suoi, immancabili, difetti. In queste settimane, di fervida partecipazione collettiva, tutto sembra possibile: i sogni più ambiziosi, i progetti più utopistici ci sembrano più vicini di quanto non lo siano mai stati; salvo, dopo le elezioni, essere riposti nel luogo per cui essi sono fatti, i cassetti. Ma queste settimane hanno anche il concreto pregio di farci parlare dei problemi reali, grandi e piccoli, quotidiani e non; di alimentare accese discussioni anche tra chi, normalmente, possiede un temperamento mite e pacato, perché queste settimane modificano le persone dentro.

Queste settimane, che raggiungono il loro acme il giorno delle elezioni, riescono a mutare radicalmente le  persone: i nostri animi, prima immersi in uno stato di inerme tepore, si infervorano coinvolti dalla passione politica, dal desiderio di poter contribuire realmente al presente ed al futuro della propria città. E ciò è veramente appagante.

Invece, non è affatto appagante; anzi, alquanto irritante, l’immancabile rovescio della medaglia: i più subdoli machiavellismi per accaparrarsi anche un solo voto di più e i più infimi attacchi politici agli avversari, abbondano, specialmente in un piccolo contesto provinciale (e non parlo in particolare di Lodi), lontano dalla grande scena politica, ma che risente degli influssi negativi che essa irradia.

Lodi avrebbe l’immenso pregio di poter distaccarsi da ciò, di dedicarsi ad una politica più intimistica, lontana dai grandi giochi di potere nazionali, perché è una piccola città, che tuttavia offre gli stessi servizi di una metropoli, con una qualità della vita superiore. Sarebbe bello, magari alle prossime elezioni.

È comprensibile che questo aspetto della politica ci porti a distaccarci da essa, ad astenerci dal votare; ma io penso che l’unico modo per cambiare le cose sia parteciparvi attivamente e votare con la nostra testa, senza essere condizionati dalle speculazioni politiche.

 

 

Annunci